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BLOG · 10 OTT 2023

Claudia Goldin: Premio Nobel per l'economia 2023

La storica economica ed economista del lavoro americana, prima donna ad avere una cattedra di economia ad Harvard, è la terza donna a ricevere il Premio Nobel per l'economia.

di Itineris

Il premio rappresenta un'ottima notizia per gli studi di genere in ambito economico. Tra i diversi ambiti di approfondimento di Goldin spicca quello relativo al gender pay gap, ovvero il gap salariale esistente per genere a parità di livello contrattuale.

Quando diciamo che gli uomini guadagnano più delle donne, cosa intendiamo?

I dati europei e italiani ci dicono che l'indicatore "GPG" (gender pay gap) in Italia si attesta intorno al 5% (dato ISTAT 2018) a sfavore del mondo femminile, mentre in Europa è attorno al 15% (dato EUROSTAT 2018). Eppure il divario reale nel 2018 in Italia è risultato pari al 43% contro il 36,7% dell'UE. Come è possibile? Per capirlo è necessario considerare diversi indicatori.

Gli indicatori che aiutano a capire

Per misurare le effettive differenze tra uomini e donne nei redditi da lavoro vanno utilizzati indicatori ad hoc, che colgano anche le reali dicotomie del contesto sociale: ad esempio il fatto che molte donne non sono presenti nel mercato del lavoro, o lavorano per meno tempo rispetto agli uomini perché impegnate in attività di cura non remunerate.

Per apprezzare il peso del GPG è necessario considerare se le differenze nelle retribuzioni riguardino donne e uomini con le stesse caratteristiche economiche (istruzione, esperienza, settore) oppure no. Solo nel secondo caso possiamo parlare di effettiva discriminazione.

Scomponendo il GPG "grezzo" in parte "spiegata" e parte "non spiegata", in Italia il GPG "corretto" risulta addirittura il doppio di quello grezzo: le italiane sono favorite per livello di istruzione, ma sfavorite per i settori in cui sono inserite (meno remunerativi) e per il frequente ricorso al part time.

Il "GHG" (Gender Hours Gap) misura il divario tra le ore medie mensili lavorate dai due generi: nel 2018 in Italia è pari al 18% contro una media UE del 12%. Il "GOEG" (Gender Overall Earnings Gap) aggrega tre indicatori — gap salariale orario (GPG), gap delle ore lavorate (GHG) e gap nei tassi di occupazione (GEG) — e nel 2018 in Italia è risultato pari al 43% contro il 36,7% dell'UE.

GPG tra discriminazioni e scelte di partecipazione

Nell'esaminare la situazione bisogna tenere in considerazione, oltre alle possibili discriminazioni remunerative individuate dal GPG, anche le scelte di partecipazione, influenzate da molti fattori tra cui preferenze individuali, vincoli e condizioni del mercato del lavoro.

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