Work-life balance: la nuova UNI/PdR 192:2026
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Nonostante gli anni passino, c’è una domanda che continua a riemergere costantemente: è possibile essere genitori e al tempo stesso avere una carriera lavorativa? Oppure, nel 2026, diventare genitori, e soprattutto madri, significa dover scegliere tra percorso di vita personale e professionale?
La domanda non riguarda i singoli individui. Riguarda tutte e tutti noi. Il calo demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione lo rendono sempre più evidente. Il lavoro di cura, che ancora oggi ricade in larga parte sulle donne, non comprende infatti soltanto la gestione dei figli, ma anche l’assistenza a familiari anziani o non autosufficienti. E questo si ripercuote anche sul mercato del lavoro, sulla partecipazione femminile, sulla natalità e, più in generale, sulla sostenibilità sociale ed economica del Paese.
La UNI/PDR 192:2026
Per anni il tema della conciliazione vita-lavoro è stato affrontato come un insieme di benefit e la maternità vista spesso come un costo. Eppure riguarda la sostenibilità stessa delle organizzazioni.
Già nel 2022 un primo importante passo era stato fatto con l’introduzione della UNI/PdR 125 che ha l’obiettivo di guidare le organizzazioni nella costruzione di un sistema di gestione per la parità di genere, ovvero nella creazione di un ambiente di lavoro inclusivo attraverso azioni che vertono su diverse aree: dalla cultura aziendale alla leadership, dell'equità remunerativa alle opportunità di carriera, fino alla conciliazione tra vita e lavoro.
Un’azienda che non riesce a supportare le proprie lavoratrici e i propri lavoratori nei momenti più delicati ma anche importanti della loro vita rischia di perdere persone valide e competenti, ma anche di avere una minore capacità di attrarre nuovi talenti. Perché oggi il lavoro non viene più valutato solo per lo stipendio o per il ruolo, ma anche per la possibilità di costruire un equilibrio reale tra dimensione professionale e personale.
In questa scia si inserisce la nuova UNI PdR 192:2026 “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie”. Pubblicata il 14 aprile 2026, sulla base di quello che era il “Family Audit” della Provincia Autonoma di Trento, la prassi introduce un modello strutturato per aiutare le organizzazioni a trasformare la conciliazione vita-lavoro da insieme di iniziative isolate a vero sistema di
gestione.
La logica è chiara: creare un approccio misurabile e stabile. La UNI/PdR 192 costruisce infatti un sistema supportato da 28 KPI che vertono su diverse dimensioni: congedi parentali, sostegno alla genitorialità, supporto a neo-mamme e neo-papà, servizi dedicati alle famiglie, iniziative per il benessere psicofisico, strumenti di flessibilità lavorativa….
Contributi per la certificazione
Così come già avvenuto per la UNI/PdR 125 con la Legge n.162 del 5 novembre del 2021, anche per la UNI/PdR 192 il legislatore ha previsto misure di supporto economico per accompagnare le organizzazioni nel percorso di certificazione attraverso il Decreto-Legge n.62 del 30 aprile 2026.
Per il triennio 2026-2028 sono stati stanziati fondi dedicati ed è previsto uno sgravio contributivo fino all’1% dei contributi previdenziali complessivi dovuti dal datore di lavoro, fino a un massimo di 50.000 euro annui per impresa.
A questo si aggiungono iniziative di promozione e valorizzazione delle imprese certificate attraverso attività coordinate dall’ICE.
Come si integra con la UNI/PdR 125:2022?
La struttura richiama quella già adottata dalla UNI/PdR 125 sulla parità di genere, così come alcuni dei temi e dei requisiti. Le due prassi condividono infatti la stessa impostazione metodologica: entrambe prevedono un sistema di gestione, obiettivi misurabili, indicatori di performance, monitoraggio continuo e un approccio orientato al miglioramento progressivo dell’organizzazione.
Se la UNI/PdR 125 ha introdotto un approccio strutturato per ridurre il gender gap e promuovere equità e pari opportunità nei contesti lavorativi, la UNI/PdR 192 si concentra sul tema della conciliazione tra vita familiare e lavoro, che è una delle aree fondamentali della UNI/PdR 125.
È proprio qui che la UNI/PdR 192 si integra con la UNI/PdR 125. Le misure dedicate alla flessibilità lavorativa, ai congedi parentali, al supporto per neo-mamme e neo-papà, ai servizi per le famiglie e al benessere delle persone diventano infatti strumenti concreti per rafforzare anche gli obiettivi e attività già previsti dalla UNI/PdR 125.
Per molte aziende, quindi, la nuova prassi non rappresenta un percorso separato, ma una possibile integrazione coerente con sistemi già esistenti.
La sfida è ancora una volta culturale: iniziare a considerare la conciliazione vita-lavoro non come un costo o un insieme di benefit accessori, ma come una componente strutturale della sostenibilità organizzativa e della qualità del lavoro.




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